La filantropia ticinese va resa più efficiente
Corriere del Ticino 27.03.2024 – Opinione dell’Avv. Pierfranco Riva
Nei giorni scorsi anche questo giornale ha dato notizia di un evento degno di nota, almeno per chi si interessa di filantropia: la costituzione nel Ticino della Fondazione Mantello Filantropia (FMF). Il suo scopo, da quanto viene spiegato, è quello di offrirsi quale ente esperto ed economico per gestire la continuità delle troppe fondazioni ticinesi i cui patrimoni sono ormai insufficienti per perseguire con efficacia i loro scopi…
27 Marzo 2024
Nei giorni scorsi anche questo giornale ha dato notizia di un evento degno di nota, almeno per chi si interessa di filantropia: la costituzione nel Ticino della Fondazione Mantello Filantropia (FMF). Il suo scopo, da quanto viene spiegato, è quello di offrirsi quale ente esperto ed economico per gestire la continuità delle troppe fondazioni ticinesi i cui patrimoni sono ormai insufficienti per perseguire con efficacia i loro scopi e nel contempo far fronte ai costi sempre più elevati della loro amministrazione. Infatti da un canto i rendimenti bancari sono in calo e dall’altro le formalità amministrative richiedono sempre più professionalità e tempo, dunque denaro. In quest’ottica non pesa molto il fatto che le fondazioni siano generalmente esentate dal pagamento delle imposte. Sembra, secondo quanto comunica la FMF, che addirittura un terzo delle fondazioni ticinesi, dunque almeno 250 (!) si trovino in questa situazione!
A questo punto per i non pochi facoltosi residenti nel Ticino che stanno riflettendo se e come destinare parte o tutto il loro patrimonio a una fondazione che ne perpetui la memoria, dovrebbe suonare il campanello d’allarme.
Vorrei dunque caldamente invitare chi si trovasse in questa (tutto sommato felice) situazione, di destinare i suoi beni (o parte di essi) ad un ente (fondazione operativa, associazione o altro) già attivo nel campo di suo interesse e che stia dando buona prova. Faccio due esempi banali: a) perché istituire una fondazione che finanzia la ricerca sul cancro quando già esistono nel Ticino e altrove enti che operano con successo in questo campo? b) perché istituire una fondazione che finanzia l’istruzione dei bambini di un paese africano quando solo nel Ticino almeno cinquanta (troppe!) associazioni si dedicano allo stesso scopo?
Sono solo due esempi che dovrebbero indurre i potenziali mecenati a ben riflettere prima di costituire una fondazione propria che dopo pochi anni potrebbe non più poter camminare sulle sue gambe. In breve: meglio unire le forze che disperderle. E dunque auguro alla neo-costituita FMF di poter contribuire a semplificare e a rendere più efficiente il piccolo mondo della filantropia ticinese, anche a costo di favorire la liquidazione di tante fondazioni fantasma.